Lettera aperta alla città di Pisa

Giovedì 23 giugno 2016 nella riunione del Consiglio comunale si è discussa l'interpellanza sulla nostra biblioteca presentata dal consigliere di opposizione Ciccio Auletta. L'interpellanza faceva seguito alla conferenza stampa che la biblioteca aveva organizzato all'inizio di febbraio di quest'anno presso la Camera del lavoro territoriale (CGIL) e nel corso della quale aveva lanciato un appello per la sopravvivenza della biblioteca e aveva chiesto chiarimenti relativi agli impegni che il Sindaco di Pisa aveva assunto con il programma di mandato della nuova giunta nell'autunno del 2013.
La discussione in consiglio comunale, protrattasi invero solo per una decina di minuti, ha registrato l'intervento dell'assessore alla cultura Andrea Ferrante che ha confermato per quest'anno il rinnovo della convenzione che prevede un contributo economico alla biblioteca – e per questo lo ringraziamo –. L'assessore però in relazione alla richiesta di uno spazio idoneo e dignitoso per la Biblioteca F. Serantini ha di fatto espresso l'impossibilità di trovare una soluzione all'annosa questione.

Ma facciamo un passo indietro: cosa aveva scritto il Sindaco al punto 8 pagina 42 del suo programma di mandato (2013-2018)?:
“Nuova collocazione della Biblioteca Serantini: ricerca di una intesa con la Provincia di Pisa per la nuova sede di una biblioteca di valenza nazionale e preziosa per il territorio (ad esempio, è d’interesse la nuova struttura “Officine Porta Garibaldi” di via Gioberti realizzata con i PIUSS)”.

Inoltre, va ricordato che nella convezione deliberata dalla Giunta comunale di poco tempo fa si afferma che:

“è volontà condivisa dal Comune, quella di collaborare per la valorizzazione e la più ampia fruizione pubblica di un patrimonio documentario di particolare importanza per la ricerca nel campo della storia sociale e contemporanea di Pisa e della Toscana, come quello della BFS”.

Ora potrebbe sembrare normale amministrazione che un assessore dopo alcuni mesi a fronte di una richiesta esplicita dichiari la non disponibilità alla concessione di una sede ad un ente culturale motivandolo con le difficoltà del momento dal punto di vista sia economico, sia gestionale in generale, ma vogliamo sottolineare che questo ennesimo rifiuto a garantire alla biblioteca un futuro dignitoso avviene ben 34 anni dopo la prima richiesta (1982) che la biblioteca aveva avanzato al Comune di Pisa di uno spazio dove collocare il proprio patrimonio!!! Ora è possibile che le molte amministrazioni comunali che si sono succedute a Pisa in oltre trent'anni non abbiano saputo risolvere un problema che altre amministrazioni in Italia hanno, in casi simili, liquidato in 6 mesi!!?

Noi crediamo a questo punto che il Sindaco/Presidente, con i suoi silenzi, le sue contraddizioni e le sue scelte, di fatto, metta in grave difficoltà la Biblioteca F. Serantini, non dandogli la possibilità di proseguire la sua attività.

Questa scelta del Sindaco e Presidente della Provincia è grave anche perché si inserisce in un contesto più generale di discriminazione e crisi delle attività culturali in città: Casa della donna, Domus Mazziniana, Biblioteca della Sapienza, Biblioteca Provinciale, Domus Galilaena, Biblioteca del Centro Nord-sud etc., tutte istituzioni che rischiano la chiusura definitiva, o un drastico ridimensionamento.

Cosa accadrà dunque ora alla Biblioteca F. Serantini? Tra due anni scadrà la convenzione con l'Università di Pisa – che ringraziamo per avere in questi anni garantito la salvaguardia dell'intero patrimonio documentario e archivistico custodendolo presso l'Archivio generale dell'Università a Montacchiello (oltre 45mila volumi, 5500 periodici e 200 mt lineari di archivio, etc.) –.
Ora è evidente che è impossibile per una biblioteca svolgere le proprie ordinarie attività di consultazione e prestito dei libri senza una sede adeguata e nell'impossibilità di conservare con sicurezza il proprio patrimonio!
Nel momento in cui le istituzioni locali hanno chiuso le porte alla Serantini, ritengono i nostri amministratori che la Biblioteca debba emigrare in altri territori lontani da Pisa e dalla sua provincia?

Lasciamo la parola ai cittadini di Pisa … noi abbiamo esaurito le nostre!!

Franco Bertolucci direttore della Biblioteca F. Serantini

Gian Mario Cazzaniga Presidente del Comitato scientifico

Furio Lippi Presidente dell'Associazione amici della Biblioteca F.. Serantini ONLUS

Pisa, 30 giugno 2016 

 

Senza biblioteche cosa abbiamo? Non abbiamo né passato né futuro. (Ray Bradbury) 


SOSTIENI LA MEMORIA, LA STORIA E LA CULTURA DEVOLVI IL 5 PER 1000 ALLA BIBLIOTECA FRANCO SERANTINI

La Biblioteca F. Serantini è un importante centro di documentazione/archivio storico conosciuto in tutto il mondo, che conserva un ricco patrimonio composto da libri, giornali, documenti, cimeli, manifesti ecc. sulla storia politica e sociale degli ultimi due secoli. Ogni anno centinaia di studenti, ricercatori, docenti e cittadini consultano questi materiali. La BFS aderisce alla rete delle biblioteche della Toscana e alla rete degli Istituti che si occupano di antifascismo e Resistenza. La Soprintendenza archivistica della Toscana ha riconosciuto la Biblioteca F. Serantini come archivio di importanza storica nazionale. La biblioteca da alcuni anni non ha più una propria sede e attualmente è ospitata dall'Università di Pisa, ora più che mai ha bisogno di aiuto e solidarietà per continuare a vivere!

 COME FARE PER DEVOLVERE IL TUO 5 PER 1000 ALLA BIBLIOTECA F. SERANTINI

Nell’apposito spazio nel modello CUD, 730 e unico, indica il codice fiscale della Associazione amici della Biblioteca F. Serantini ONLUS: 9 3 0 5 7 6 8 0 5 0 1 Se presenti il Modello 730 o Unico:

• Compila la scheda sul modello 730 o Unico;

• firma nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato…”

• indica nel riquadro il codice fiscale della Associazione amici della Biblioteca F. Serantini ONLUS: 93057680501 Anche se non devi presentare la dichiarazione dei redditi puoi devolvere alla Associazione amici della Biblioteca F. Serantini ONLUS il tuo 5 per 1000:

• Compila la scheda fornita insieme al CUD dal tuo datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione, firmando nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato…” e indicando il codice fiscale della Associazione amici della Biblioteca F. Serantini ONLUS: 93057680501

• inserisci la scheda in una busta chiusa

• scrivi sulla busta “DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF” e indica il tuo cognome, nome e codice fiscale

• consegnala a un ufficio postale, a uno sportello bancario — che le ricevono gratuitamente — o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, ecc.)

Ti ricordiamo che la scelta di destinazione del 5 per 1000, diversa e non alternativa a quella dell’8 per mille, non comporta alcun esborso per il contribuente in quanto si tratta di “tasse” che verrebbero comunque sottratte.

 

Portatevi dietro questo volantino e ricordatevi di informare il vostro commercialista e/o il vostro CAF! Per informazioni rivolgersi a: Associazione amici della Biblioteca Franco Serantini ONLUS via I. Bargagna, n. 60 — 56124 Pisa. - tel. 331 11 79 799 e-mail: associazione@bfs.it - sito web: http://www.bfs.it

È anche possibile sostenere la Biblioteca con una donazione liberale : Banco posta: IBAN: IT25 Z076 0114 0000 0006 8037 266 intestato a Associazione «Amici della biblioteca Franco Serantini ONLUS».

DA OLTRE TRENTACINQUE ANNI IN PRIMA FILA PER LA PROMOZIONE CULTURALE E LA RICERCA SCIENTIFICA NEL CAMPO DELLA STORIA SOCIALE E POLITICA.

 

 

 

 IN RICORDO DI SANDRO (ALESSANDRO MARIANELLI) 

Marianelli 

Stanotte improvvisamente ci ha lasciati Sandro. Alla sua compagna, al figlio Lorenzo, alla sorella Lia e a tutti gli altri familiari va il nostro affettuoso abbraccio.

Alessandro Marianelli, classe 1952, era un uomo di carattere schivo, amante della famiglia e in particolare del figlio Lorenzo, appassionato del suo lavoro di insegnante, che svolgeva con grande competenza e con una profonda preparazione culturale, soprattutto storica, che aveva sviluppato negli anni degli studi universitari.


Figlio del germanista Marianello (1915-2003), si laurea nell'anno accademico 1975-76 con una magistrale tesi di laurea sulla storia del movimento operaio pisano nell'età giolittiana, discussa con il professor Giorgio Candeloro, e da subito si dedica alla ricerca seguito da Lorenzo Gestri.

Quest'ultimo sarà il suo maestro e amico, che oltre a curargli in qualità di contro-relatore la tesi, lo guiderà in quegli anni di effervescenza di studi e ricerche della nuova storiografia dedicata alla storia delle classi subalterne e delle loro espressioni politiche. Non a caso, un estratto dalla sua tesi verrà pubblicato dalla rivista «Movimento operaio e socialista» nel 1978, un lavoro che ancora oggi è insuperato dal punto di vista metodologico e filologico.

Sempre in quel periodo, il giovane Sandro firma un'importante biografia dedicata a Virgilio Salvatore Mazzoni, anarchico e tra i primi segretari della Camera del lavoro di Pisa, pubblicata in Il movimento operaio italiano: dizionario biografico 1853-1943 diretto da Franco Andreucci e Tommaso Detti e pubblicato dagli Editori riuniti tra il 1975 e il 1979.

In quegli anni, Sandro collabora attivamente con il professore Gestri, che all'epoca teneva l'insegnamento di Storia del movimento operaio e sindacale presso l'Istituto di storia moderna e contemporanea dell'Università di Pisa. Gestri intorno a se aveva raccolto un piccolo nucleo di allievi, tra essi ricordiamo Fabrizio Boldrini e Luciana Spinelli, con i quali animava le lezioni e i seminari su temi di ricerca innovativi riguardanti la vita quotidiana delle classi subalterne, dei movimenti sindacali e sovversivi a cavallo tra Otto e Novecento.

Un altro contributo in questo senso Sandro lo fornirà qualche anno dopo con altre due relazioni, la prima sulle fonti e la seconda sulle culture del movimento operaio pisano, in occasione di due convegni di studi storici i cui atti sono poi stati raccolti nei seguenti volumi: Il movimento operaio e socialista nella Toscana nord-occidentale, 1870-1922, a cura del Centro studi classi subalterne Toscana Nord-Occidentale ; a cura di Carla Sodini, Firenze, La Nuova Italia, 1982(Quaderni del Circolo Rosselli; 5); Immagini di una provincia : economia, società e vita quotidiana nel pisano tra l'Ottocento e il Novecento, a cura di G. Menichetti, Tirrenia, Edizioni del Cerro, 1993 (Memoriae; 5).

Successivamente Sandro, proprio con la Biblioteca Serantini, darà alle stampe in forma autonoma la seconda di quelle relazioni con il titolo di Movimento operaio, forme di propaganda e cultura sovversiva a Pisa tra '800 e '900 (Pisa, Biblioteca Franco Serantini, 1990).

È nel 1978 che ho conosciuto Sandro, durante la frequentazione delle biblioteche universitarie e della Scuola normale nel periodo in cui preparavo il primo esame con Gestri, sulla storia del sindacalismo rivoluzionario, e da subito nacque una reciproca simpatia che aveva le sue radici in due passioni molto diverse tra loro: per la storia e per la pallacanestro.

Sandro, politicamente non era un estremista, anche se in gioventù come molti aveva bazzicato il Centro Karl Marx di Pisa, e con me, all'epoca “fervente idealista libertario”, si lasciava andare a lunghe dispute di storia e politica.

Sandro era un uomo capace di un profondo senso critico – ammantato da un velo di sana autoironia, rispetto sia alle sue “esperienze” politiche che alla politica in generale – ma era una persona generosa. Durante i miei studi gli feci presente un progetto che nasceva anche dalla necessità di non disperdere il patrimonio della storia del movimento libertario e lui fu da subito, insieme al professore Gestri, tra i sostenitori della Biblioteca F. Serantini.

Dopo pochi anni collaborò con entusiasmo all'allestimento di una mostra documentaria “… Avanti siam ribelli!!” dedicata alla storia del movimento anarchico dalle sue origini all'avvento del fascismo che si tenne, nel maggio 1983, presso il Palazzo Lanfranchi. Il giorno dell'inaugurazione Sandro fu tra i relatori e firmò anche un piccolo contributo storico nell'opuscolo di presentazione della mostra.

Questa caratteristica di studioso e nel contempo di divulgatore della storia lo accompagnerà per tutta la sua vita, Sandro non si tirerà indietro nel partecipare con convinzione a iniziative civili e politiche, sarebbe lungo farne l'elenco, ricordo qui un contributo importante come quello relativo alla storia del PCI nel pisano (Documenti e testimonianze sulla fondazione del P.C.I. in provincia di Pisa, [presentazione a cura di Alessandro Marianelli], Pisa, a cura della Federazione pisana del PCI, [1981]).

In quegli anni Sandro non nascondeva l'idea di poter proseguire i suoi studi, e i suoi lavori sulla storia del vetro e sull'industria tessile sono una conferma delle sue qualità di fine ricercatore. (Proletariato di fabbrica e organizzazione sindacale in Italia all'inizio del secolo: il caso dei lavoratori del vetro, Milano, F. Angeli, 1983; A. Marianelli, F. Boldrini, Sindacato e industria tessile a Pisa 1945-1970, Firenze, Regione Toscana, Giunta regionale, 1986).

L'esito negativo di un concorso di ricercatore, Sandro arrivò secondo se non ricordo male, interruppe bruscamente questa “carriera”. Deluso e amareggiato Sandro ebbe il coraggio di voltar pagina e da quel momento si è dedicato all'insegnamento nelle scuole secondarie con risultati notevoli tanto che molti suoi allievi lo ricordano con profondo affetto. Anche nell'insegnamento Sandro è riuscito a portare con sé e a trasmetterla agli studenti tutta la passione per lo studio della storia.

Basta qui ricordare il pregevole lavoro svolto con i propri studenti su una delle vittime dell'eccidio della Romagna eseguito dalle truppe d'occupazione tedesche nell'estate del 1944 sui Monti Pisani: La storia di Livia Gereschi, a cura della Terza A del Plesso della Scuola Media I.C. Niccolini, San Giuliano Terme, 2002.

Ancora alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, riuscii a coinvolgerlo in una nuova piccola avventura, grazie anche all'interessamento di Renato Bacconi, allora segretario della Camera del lavoro di Pisa. Pubblicammo insieme, e con il contributo della CGIL, un piccolo libro di documenti e immagini sulla storia dell'istituto camerale e lui firmò il saggio storico introduttivo (La Camera del lavoro di Pisa, 1896-1922: atti e documenti, a cura di F. Bertolucci, con un saggio storico di A. Marianelli, Pisa, Camera del lavoro CGIL, 1990).

Sandro – sempre attento alla storia, anche quella minuta, dei “vinti”, parafrasando Nuto Revelli – era disponibile e iniziatore di piccole avventure come quando mi coinvolse, nel 1995, nell'intervista a Armanda Ideale. Lei, bambina operaia ceramista alla Richard Ginori, era figlia di un noto operaio anarchico vissuto tra Otto e Novecento. Quelle due ore trascorse insieme ad Armanda non si possono dimenticare, essa ci accompagnò, con un racconto affascinante, in una Pisa proletaria che non esisteva più e Sandro, con delicatezza svolse il ruolo di cortese e attento accompagnatore.


Anche se negli ultimi anni i nostri incontri si sono rarefatti non è mai venuto meno il suo interesse per le vicende della Biblioteca F. Serantini – della quale è stato donatore sia di libri che di carte d’archivio – convinto come molti altri della necessità di conservare il nostro passato per capire meglio il nostro futuro. La sua scomparsa ci lascia un vuoto profondo, un amico se ne andato e Pisa perde un grande uomo di cultura e umanità.

Franco Bertolucci

Nella foto Alessandro con la sorella Lia e il sindaco di S. Miniato in occasione dell'inaugurazione della piazza dedicata al padre Marianello nel 2007.

 

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Viviana

Viviana ci ha lasciati

Da sempre amica e sostenitrice della Biblioteca Franco Serantini – tra le più attive, finché ne ha avuto le forze –, vogliamo ricordarla con questa immagine che la ritrae con le figlie. A loro e, naturalmente, a Paolo va tutto il nostro affetto.

 

 

 

 
Il futuro della Biblioteca Provinciale è un problema che riguarda tutta la città

Abbiamo letto sui giornali delle ultime settimane la notizia del rischio della chiusura definitiva della Biblioteca Provinciale di Pisa. La causa principale sta nell'effetto a catena della riforma delle provincie, la struttura culturale con una lunga storia alle spalle non rientra più nelle competenze delle nuove Provincie, mancherà a breve della sua sede (ci domandiamo a questo punto che fine farà il Polo delle Officine di via Garibaldi che doveva inizialmente ospitarla) e del personale per gestirla.
 
Ora mentre ci sentiamo sollevati dal fatto che al personale in servizio presso la Biblioteca Provinciale è stata trovata una soluzione per il suo futuro, con l'assorbimento da parte dell'Università di Pisa, ci sembra veramente grave che nessuno abbia pensato al patrimonio della biblioteca.
 
Quello che sta accadendo alla Biblioteca provinciale è una conferma della tendenza nazionale a ridurre drasticamente gli interventi sulla cultura – al di là delle “roboanti” dichiarazioni governative delle ultime ore –, considerata un “settore improduttivo”, basti vedere la recente riforma Franceschini del Ministero dei Beni Culturali per rendersene conto, ma anche in ambito locale si assiste a un trend che colpisce l'identità culturale di Pisa.
 
Il sistema culturale di questa città fatto di musei, archivi, biblioteche, tante opere artistiche e architettoniche di indubbio valore internazionale, da tempo vive una profonda criticità e sopravvive solo grazie a interventi straordinari, mancando di una qualsiasi programmazione organica e costante nel tempo.
 
La cenerentola di questo sistema, cioè la rete delle biblioteche e degli archivi, subisce da tempo una drastica riduzione di investimenti, di personale, di tutela e di spazi. Basta qui ricordare che oltre la situazione della Biblioteca Provinciale, vi sono molte altre emergenze in città, come quella della Biblioteca Universitaria, della Domus Mazziniana e di quella Galilaeana, della nostra stessa Biblioteca F. Serantini solo per citarne le più note.
 
Tutte realtà che soffrono da una parte per la mancanza di spazi adeguati per la conservazione di importanti patrimoni documentari e dall'altra l'assenza di una qualsiasi programmazione e cooperazione – in grado di dare risposte certe con investimenti adeguati e una tempistica sicura – che permettano di vedere i risultati in epoche a noi vicine, per la risoluzione dei problemi più impellenti e gravi.
 
Piano piano questa città sta perdendo la propria identità culturale, la propria storia, non è possibile pensare alle biblioteche, o agli archivi, come semplici depositi ingombranti di carte polverose da allocare in qualche deposito anonimo della periferia, come purtroppo da oltre dieci anni sta accadendo progressivamente. È anche nelle biblioteche e negli archivi che vive la storia della città.
 
Le biblioteche e gli archivi sono una parte fondamentale della nostra comunità, conservano la nostra storia culturale, sociale ed economica, sono crocevia di importanti relazioni tra i cittadini e le istituzioni, non si può pensare a un futuro senza tutto ciò. Riteniamo che chi ci governa abbia, ormai da troppi anni, affrontato queste problematiche con un approccio sbagliato, è il momento di fermarci e riflettere bene prima di prendere drastiche misure che escludono ancora di più le nostre istituzioni culturali dalla fruizione dei cittadini.
 
Hanno ragioni da vendere quei cittadini che nei giorni scorsi hanno inviato lettere di protesta ai media contro la chiusura della Biblioteca Provinciale, le loro preoccupazioni sono anche le nostre, e a queste aggiungiamo il fatto che sempre più di frequente chi opera nel mondo della cultura si sente isolato, emarginato, considerato un peso morto o peggio ancora un vuoto a perdere.
 
Bene, finché noi avremo voce diremo di no a questo modo di intendere la cultura, dobbiamo resistere più che per noi stessi per le future generazioni, per lasciare a loro in eredità una società ricca, poliedrica culturalmente, con intatta la propria memoria storica/culturale e con il corrispettivo patrimonio documentario che le altre generazioni hanno lasciato a noi.
 
Crediamo che sia necessario – da parte di chi ha la responsabilità del governo cittadino, ma anche da parte della Regione Toscana e dell'Università di Pisa – dare delle risposte, e offrire a tutti l'opportunità di partecipare alle scelte culturali che investono la nostra comunità. È necessario trovare la volontà di risolvere i problemi, gli investimenti adeguati, gli spazi per tutelare i nostri patrimoni con il massimo della trasparenza e della partecipazione.
 
Franco Bertolucci direttore della Biblioteca Franco Serantini
Furio Lippi presidente dell'Associazione amici della Biblioteca F. Serantini ONLUS
Gian Mario Cazzaniga presidente del Comitato scientifico della Biblioteca F. Serantini
 
Pisa, 24 novembre 2015

 

 

News

30/05/2016

Sottoscrizione straordinaria - 4° Bilancio

Il quarto bilancio della sottoscrizione straordinaria pro Biblioteca al 30 maggio è il seguente:Leggi

02/05/2016

Mozione a sostegno della biblioteca Serantini presentata al Consiglio regionale toscano

Di seguito la Mozione presentata dai consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti di “Sì - Toscana a Sinistra” per impegnare la giunta regionale toscana a ad attivarsi con il Comune di Pisa affinché venga trovare una sede alla biblioteca Franco Serantini di Pisa.Leggi