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anche nel 2014, grazie al sostegno delle amiche e degli amici della Biblioteca, è stato possibile garantire il costante aggiornamento e catalogazione del suo patrimonio bibliografico e archivistico, così come l’altrettanto costante lavoro di ricerca, di promozione degli studi e di pubblicazione, e, infine, l'avviamento del progetto della biblioteca digitale.

Nonostante le difficoltà generali dovute al particolare momento che tutto il paese affronta e che ovviamente ha avuto ricadute anche sulla nostra attività, e nonostante i problemi logistici dovuti alla mancanza di un ufficio per il front office in una zona più accessibile al pubblico, siamo riusciti a garantire, l'orario d'apertura per cinque giorni alla settimana, i servizi di base come l'orientamento bibliografico, il document delivery e l'attività di prestito a domicilio.

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pietro gori

1865-2015

Centocinquantesimo anniversario della nascita del Cavaliere dell'Ideale 

 




 

 Presentazioni Tra le righe

 


 

 

 

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Ammutinati

È uscito, per la BFS edizioni

Marco ROSSI
GLI AMMUTINATI DELLE TRINCEE
Dalla guerra di Libia al Primo conflitto mondiale. 1911-1918

88 pp., 10.00€


La Prima guerra mondiale, spesso definita il tragico atto di nascita del Ventesimo secolo, rimane l’evento storico che ha determinato i traumi, i conflitti, le trasformazioni non solo nella società, ma nella coscienza collettiva e nell’esperienza umana di milioni di persone e, in particolare, dei ceti popolari e delle classi subalterne di ogni paese. Furono infatti queste ultime a pagare maggiormente gli effetti laceranti di quella guerra, voluta dal potere economico, dai governi e dai rispettivi nazionalismi, per affermare un’egemonia imperialista, conquistare territori e incrementare i profitti dell’industria bellica. La Grande guerra rappresenta il naufragio della civiltà moderna, nella quale è coinvolta pienamente l’Italia liberale che già con la spedizione in Libia (1911-12) aveva anticipato eventi, strategie e temi che troveranno un’altra conferma negli anni 1914-18. Non tutti i contadini e gli operai travolti dalla guerra accettarono passivamente di morire – da Tripoli a Caporetto – per interessi e logiche non loro. Prigionieri delle trincee, questi non-sottomessi combatterono una loro guerra dentro la guerra, ammutinandosi agli ordini criminosi dei generali, disertando, dandosi alla macchia, animando rivolte per difendersi da una patria che li mandava al massacro e li voleva assassini di altri sfruttati. Questa ricerca al rovescio vuole dare voce al loro coraggio di restare umani, anche a rischio della fucilazione per disfattismo.