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Maurizio ANTONIOLI, Franco BERTOLUCCI, Roberto GIULIANELLI (a cura di)
NOSTRA PATRIA è IL MONDO INTERO
Pietro Gori nel movimento operaio e libertario italiano e internazionale

Pietro Gori (1865-1911), avvocato e pubblicista, è stato uno dei più noti anarchici italiani. Il “poeta gentile dell’anarchia” ha lasciato un’ampia produzione che spazia dall’intervento politico al teatro, dal saggio di criminologia alla lirica, dalle arringhe difensive alle conferenze pubbliche. Oltre che per l’attività politica, Gori è ricordato come autore di alcune tra le più famose canzoni anarchiche: "Addio a Lugano", "Stornelli d’esilio" e "La ballata di Sante Caserio". Famoso per la sua oratoria e i modi garbati, già in vita Gori fu circondato dall’aura del mito. La sua immagine e la sua parola lasciarono tracce consistenti nella memoria popolare, specialmente in alcune aree della Toscana, testimoniate dalla ricorrente presenza del suo nome nella toponomastica, così come in lapidi e monumenti. Poi la sua figura ha vissuto un progressivo oblio, finendo per apparire inattuale anche allo stesso movimento cui aveva legato il suo nome, quello anarchico. Gori ha conosciuto però, negli ultimi decenni del Novecento e in anni recenti, una nuova fortuna nell’ambito dello studio della memoria e della cultura popolari. Un revival, supportato anche dalla riscoperta delle sue canzoni, che trova in questo volume – ideato in occasione delle iniziative promosse dalla Biblioteca F. Serantini per il centenario della morte e arricchito da un’appendice documentaria in parte inedita – un adeguato riconoscimento sul piano degli studi.

Indice

- M. Antonioli, F. Bertolucci e R. Giulianelli, Pietro Gori: tra storia e memoria
- G. Berti, Pietro Gori e l’anarchismo italiano
- M. Antonioli, Pietro Gori. La nascita del mito
- A. Breccia, Pisa: gli studenti, i docenti e le nuove culture delle libertà (1859-1890)
- F. Bertolucci, L’anarchismo in Toscana negli anni della formazione politica e culturale di Gori: 1880-1890
- R. Giulianelli, “Difesa e propaganda”. Pietro Gori, avvocato nei tribunali dell’Abruzzo e delle Marche (1894-1904)
- M. Scavino, «Tanti rancori, tante calunnie, tante piccinerie da una parte e dall’altra!» Considerazioni sulla rottura tra anarchici e socialisti alla fine dell’Ottocento
- M. Stampacchia, Pietro Gori e la critica alla socialdemocrazia: il dibattito internazionale tra la fine Dell’Ottocento e l’inizio del Novecento
- M. Binaghi, «Addio a Lugano». Pietro Gori in Svizzera (1894-1895)
- P. Di Paola, La più forte e qualificata concentrazione di anarchici di tutte le nazionalità. Pietro Gori a Londra
- A. Testi, Pietro Gori negli Stati Uniti e la tradizione del Primo maggio
- V. Ruggiero, Anarchismo e criminalità
- E. Minuto,Una battaglia per la libertà. Pietro Gori e il domicilio coatto (1897-1898)
- A. Volpi, La cultura economica della militanza anarchica di fine Ottocento. Note dalla pubblicistica “popolare”
- A. Luparini, Tracce di Pietro Gori nell’anarchismo ravennate fra Otto e Novecento
- N. Musarra, Il saluto del ritorno. Pietro Gori in Sicilia
- S. Catanuto, F. Schirone, La canzone e il teatro come strumenti di formazione dell’identità anarchica
- K. Massara, O. Greco, Gli oppositori politici calabresi in America Latina nel periodo della Grande emigrazione
- M. Ortalli, Forme e linguaggi della propaganda anarchica: la fortuna dei pamphlet goriani

Appendici
- M. Antonioli, «Elvezia, il tuo governo...»
- F. Bertolucci (a cura di), Pietro Gori: epistolario edito e inedito 1889-1902

 

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