Fondi Biblioteca Franco
Serantini
Fondo
Pier Carlo Masini
Proprietà
La
parte del fondo contenente documenti, ritagli di giornale e bozze di
lavori è stata donata dal possessore tra il 1993 e il 1998. La
parte del fondo riguardante l’epistolario personale è conservata
sotto forma di deposito cautelativo ed è di proprietà
è degli eredi di P.C.M.
Accessibilità
Parzialmente
ordinato. In corso di inventariazione e di informatizzazione. Non consultabile
fino al 2008 per volontà del possessore. Dichiarazione di notevole
interesse storico: provvedimento n.751 del 10 gennaio 2001.
Note sul fondo
Fondo
chiuso collocato nella sezione archivi personali della BFS. Il fondo
è composto da quattro parti: la corrispondenza personale (1945-1998);
il materiale di preparazione delle ricerche storiche e della militanza
politica (1945-1998); documenti vari sulla storia del movimento operaio
dal 1870 al 1970 provenienti in gran parte dalla Biblioteca Max Nettlau,
fondata da P.C.M. a Bergamo nel 1969; l’archivio dei G.A.A.P. (Gruppi
anarchici d’Azione proletaria), 1949-1957. Consistenti spezzoni di corrispondenza
si torvano anche presso l’archivio “Famiglia Berneri-Chessa” di Reggio
Emilia, l’Archivio Cervetto di Savona e la Biblioteca Libertaria “A.Borghi”
di Castelbolognese (RA), mentre due archivi di militanti politici (Ettore
Molinari e Mario Gioda) sono stati donati da PCM alla Biblioteca”Angelo
Mai” di Bergamo.
Note biografiche
Pier
Carlo Masini nasce il 26 marzo 1923 a Cerbaia (Val di Pesa) in provincia
di Firenze. Inizia la propria attività politica e di studioso,
giovanissimo negli ambienti del movimento liberalsocialista di Tristano
Codignola. Viene arrestato per attività antifascista il 21 gennaio
1942 e condannato a tre anni di confino da scontare a Guardia Sanframondi,
nel beneventano, sul massiccio del Matese. Riacquistata la libertà,
il 19 maggio del 1943, torna a Firenze, riprende i contatti con i compagni
e si avvicina al PCI. Quando le operazioni militari della guerra travolgono
anche la Toscana, Masini è in prima fila per aiutare la popolazione
della sua zona, ricoprendo anche incarichi di responsabilità,
come quello di vicesindaco di San Casciano Val di Pesa, nominato dagli
Alleati, e come quello di membro del CLN locale in rappresentanza del
PCI, senza tuttavia partecipare mai direttamente ad azioni militari.
Nel periodo compreso tra l’ultima fase del conflitto e i momenti immediatamente
successivi alla liberazione, di fronte alla svolta di Salerno di Togliatti
e alla interpretazione della lotta al nazifascismo, Masini matura la
scelta di abbandonare il PCI e si avvicina al movimento anarchico nel
quale milita per circa un decennio. Alla fine degli anni Cinquanta Masini
aderisce al PSI e poi successivamente al PSDI. Sono questi gli anni
in cui Masini si dedica molto alla ricerca storica, scrivendo saggi
sulle tradizioni laiche, risorgimentali, libertarie, federaliste e anticlericali
del primo socialismo italiano. Numerosi le sue collaborazioni a riviste
scientifiche da quella di Gianni Bosio, «Movimento operaio»
a «Critica sociale» allora diretta da Giuseppe Faravelli.
Sono di questi anni lavori come Gli internazionalisti.
La Banda del matese, 1876-1878 (1958), o La
scapigliatura democratica. Carteggi di Arcangelo Ghisleri:
1875-1890 (1961), La Federazione Italiana dell'Associazione
Internazionale dei Lavoratori. Atti ufficiali 1871-1880 (1963).
Nel 1969 esce la Storia degli anarchici italiani. Da Bakunin
a Malatesta, seguita nel 1974 dalla biografia di Cafiero e
nel 1981 dalla Storia degli anarchici nell’epoca degli attentati.
Nel ’78 escono i volumi Poeti della rivolta, da
Carducci a Lucini e Eresie dell’ottocento. Alle sorgenti
laiche, umaniste e libertarie della democrazia italiana. Negli
ultimi anni della sua vita Masini si è dedicato a studi su Manzoni,
Alfieri e Porta, Foscolo e ha partecipato nel 1993, in qualità
di membro del Comitato Scientifico, al progetto e alla realizzazione
della «Rivista Storica dell’Anarchismo». Ha avviato una
preziosa collaborazione scientifica con la Biblioteca F. Serantini.
Muore a Firenze il 19 ottobre 1998.
Descrizione del fondo
Il
fondo consta di 80 cartelle (molto materiale è sciolto) contenenti:
corrispondenza, testi, manoscritti e dattiloscritti, ritagli di giornali
e riviste, ciclostilati prodotti da organizzazioni politiche e sindacali
di diversio orientamento, in particolare del movimento anarchico e socialista.
Una consistente parte dei documenti riguarda gli anni 1945-1960. I corrispondenti
finora identificati sono 700 per un totale di 5000 lettere e cartoline
riguardanti il periodo 1945-74. Copre un arco temporale che va dal 1870
al 1997.
Bibliografia e documentazione
Masini
Pier Carlo, a cura di F. Bertolucci in Guida agli archivi delle personalità
della cultura in Toscana tra ’800 e ’900. L’area pisana, a cura di E.
Capannelli e E. Insabato, coord. R.P. Coppini, Firenze 2000, pp. 190-197;
Pier Carlo Masini. Note bio-bibliografiche, a cura di G. Mangini e F.
Bertolucci in Pier Carlo Masini. Un profilo a più voci, Bergamo
2001, pp. 99-171; Guida alle fonti per la storia dei movimenti in Italia
(1966-1978), a cura di M. Grispigni e L. Musci, Roma 2003, pp. 89-90.
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