Pisa per Ferrer

A Pisa nel primo anniversario del martirio di Francisco Ferrer y Guardia le associazioni popolari organizzano una grande manifestazione con l'inaugurazione di una lapide.

Il 13 ottobre 1910 recitano le cronache pisane dell'epoca, giorno feriale, "tutta la città presentava fino dal mattino l'aspetto della giornata festiva; industriali e commercianti" hanno "aderito all'invito del comitato di chiudere i loro opifici ed esercizi". Oltre cinquanta associazioni sono presenti e la manifestazione è aperta dallo spezzone dell'Associazione Razionalista seguito da "i piccini e le bambine della ‘Scuola Moderna antidogmatica pisana' accompagnati e fiancheggiati dai loro genitori e congiunti, e dai compagni insegnanti d'ambo i sessi".

Il corteo straripante - composto da diverse migliaia di proletari - che riempie ogni strada del quartiere di S. Martino, giunto in via S. Giovannino - oggi via Pietro Gori, ma la strada porterà il nome del martire catalano dal 1914 al 1923 - di fronte al teatro Redini, si ferma e dopo un breve discorso dell'anarchico Virgilio S. Mazzoni viene scoperta la lapide in ricordo di Ferrer dello scultore Francesco Morelli.

Alla ripresa del corteo "i vessilliferi di tutti i sodalizi seguiti da tutto il popolo passarono abbassando i loro labari dinanzi al ricordo marmoreo del martire e deponendovi le corone votive". Dopo un lungo percorso per via S. Martino, ponte di Mezzo e lungarno Mediceo la manifestazione si conclude in piazza S. Silvestro dove parlano per gli anarchici Gino Del Guasta e per i socialisti Francesco Saverio Merlino.

All'iniziativa pisana aderì con una lettera commovente Pietro Gori, impossibilitato per l'aggravarsi della malattia a partecipare direttamente alla manifestazione.

All'Associazione Razionalista Pisana

Da questa mia lotta oscura col male fisico, il pensiero trasvola alla città dei miei primi sogni, delle mie prime battaglie; risaluta il suo popolo forte e pensoso; rialeggia fra le sue bandiere, che oggi si inchinano nel nome ed alla memoria dell'ultimo martire della prepotenza militaresca e confessionale

E dalla tristezza del tramonto e della morte, benedice le aurore sante della giustizia e della libertà.

Pietro Gori

 

Francesco Ferrer y Guàrdia nasce il 10 gennaio 1859 in Catalogna ad Allela, una cittadina nelle vicinanze di Barcellona, da genitori cattolici e agricoltori benestanti. A 20 anni divenne controllore per le Ferrovie e approfittò del tempo libero per istruirsi; fu già da allora che si pose il problema dell'istruzione e dell'educazione come strumenti per l'emancipazione. Fu un seguace del capo repubblicano Ruiz Zorilla.francisco ferrer

Dopo un lungo esilio a Parigi nel 1901 tornò in Spagna e grazie all'eredità di una sua allieva aprì la Escuela moderna per insegnare i valori sociali radicali ai giovani. Nel 1906 la scuola contava 1700 allievi distribuiti tra la sede di Barcellona e le succursali. Quello stesso anno Ferrer fu arrestato perché sospettato di essere coinvolto nell'attentato del 31 maggio attuato da Mateu Morral al Re Alfonso XIII, ma fu scagionato e rilasciato nel giugno 1907. Durante la carcerazione la sua scuola, accusata di essere una facciata per la propaganda anarchica, andò in fallimento e fu costretta a chiudere.

Dopo il suo rilascio, scrisse nel 1908 un libro dal titolo Le origini e gli ideali della Scuola Moderna. Nel 1909 fondò a Madrid e Bruxelles la Lega internazionale per l'educazione razionale. Ferrer fu arrestato il 31 agosto 1909 con l'accusa di essere il fomentatore della rivolta - chiamata poi la "Semana tragica"- scoppiata  contro la decisione delle autorità di inviare in Marocco i coscritti (soprattutto appartenenti alle classi povere) per combattere i ribelli arabi. Sottoposto a un processo farsa da parte del tribunale militare  venne condannato a morte con prove artefatte e fucilato nella Fortezza di Montjuich a Barcellona, il 13 ottobre.

In tutto il mondo ed in particolare in Europa furono indette imponenti manifestazioni contro il governo spagnolo e la Chiesa cattolica considerata la mandante morale della condanna di Ferrer. Anche a Pisa fu proclamato lo sciopero generale che durò tre giorni con manifestazioni e incidenti tra lavoratori e forze dell'ordine chiamate a difendere i luoghi simbolo della Chiesa cattolica. 

 

Pietro Gori nasce a Messina il 14 agosto 1865 da Francesco e Giulia Lusoni. E' stato avvocato, scrittore e poeta. Conferenziere fecondo, animatore e coordinatore dei gruppi anarchici, polemista vivace,pietro gori la sua voce trova espressione e risonanza, oltre che in raccolte di versi, in pamphlet e opuscoli di argomento politico e sociale, che incontrano una diffusione certo non comune per l'epoca.

 

Gori, laureatosi in giurisprudenza nell'estate del 1889 presso l'Università di Pisa ha attraversato la storia delle classi subalterne e del socialismo libertario internazionale a cavallo dei secoli XIX e XX, ha avuto un ruolo chiave nella diffusione delle idee libertarie e in alcune importanti vicende politiche: la fondazione del Partito dei lavoratori italiani (1892); l'epoca delle leggi eccezionali di Crispi e della caccia agli anarchici (1894); il congresso socialista internazionale di Londra (1896); la fondazione della FORA, sindacato operaio argentino (1901); la ripresa dell'anarchismo in Italia nel primo decennio del nuovo secolo, fino alle agitazioni "pro Ferrer" dell'ottobre 1909. Un contributo affidato, dopo la sua morte, agli scritti, alle poesie, alle canzoni e, infine, al mito. Gori muore a 46 anni a Portoferraio l'8 gennaio 1911 minato da un male incurabile.