Appello di Prosperi e Cazzaniga in difesa della biblioteca

22/07/2010

In difesa del patrimonio culturale pisano

Alcuni interventi recenti sulla stampa locale hanno denunciato le difficoltà in cui versa oggi la Biblioteca Franco Serantini. Prender posizione sulle questioni tecniche e amministrative, a partire dalla chiusura prossima dell'attuale sede per lavori di messa a norma, dovuti alla legislazione antisismica, non è compito nostro i studiosi, né ne avremmo le competenze. Ma proprio le difficoltà insorte ci stimolano ad intervenire sul terreno culturale e scientifico per una riflessione critica e autocritica sulla situazione e sul futuro della biblioteca.

La Biblioteca Franco Serantini rappresenta oggi uno dei patrimoni librari e archivistici più importanti sul territorio nazionale per la documentazione della storia dei movimenti libertari negli ultimi due secoli, patrimonio cui si unisce una attività di ricerca e di stampa di tutto rispetto che ne fanno, già oggi, un punto di riferimento nella rete internazionale degli studi storici contemporanei. A questo polo, gestito dal lavoro volontario di un gruppo di studiosi militanti, si affianca dealmente la Domus Mazziniana, che costituisce uno dei patrimoni librari e archivistici più importanti sul territorio nazionale per la documentazione della storia del movimento repubblicano ottocentesco nelle sue articolazioni mazziniane, mutualistiche e muratorie. Non si può dire che gli enti locali da una parte e l'università dall'altra, con l'eccezione di un modesto sostegno da parte della Provincia, abbiano mai preso iniziative significative per valorizzare questi due patrimoni.

Per quanto riguarda la Domus Mazziniana la situazione di commissariamento perdura da anni senza che vi siano state iniziative locali di dibattito e di pressione sul ministero dei Beni Culturali per restituire all'istituzione i suoi organi istituzionali di direzione. Per quanto riguarda la biblioteca Franco Serantini proprio la sua continua crescita attraverso importanti donazioni e attraverso un costante lavoro di ricerca viene ora messa in crisi dall'insufficienza della sede attuale e dall'inagibilità prossima, per un periodo di durata difficile da prevedere e certo non breve, anche per le difficoltà di trasferimento del materiale.

E' doveroso rilevare da parte nostra che al silenzio delle istituzioni si è unito il silenzio e lo scarso impegno da parte degli studiosi, ed è in questo senso che abbiamo ritenuto di dover parlare più sopra di una riflessione critica e autocriticà.

E' necessario che tutte le forze interessate alla salvaguardia ed al pieno utilizzo del patrimonio culturale pisano si facciano sentire e operino per costruire un progetto comune relativo al futuro di queste due istituzioni. Proprio un diverso e pieno utilizzo di questi due patrimoni librari e archivistici, pur nella diversità di natura istituzionale e di identità culturale, potrebbe fare di Pisa uno dei poli europei più

importanti per lo studio dei filoni repubblicani e libertari del XIXº e del XXº secolo.

La premessa per questo progetto, certo di realizzazione non facile e di tempi non brevi, è l'individuazione di una nuova sede per la biblioteca Serantini, adatta alle sue dimensioni attuali e capace di rispondere alle prospettive di ulteriore sviluppo, ed è il ripristino di una direzione istituzionale ordinaria per la Domus Mazziniana, che ne garantisca il funzionamento e l'attività.

Proponiamo che tutti coloro che si riconoscono in questi obiettivi collaborino fra loro, così come chiediamo al Comune di Pisa, alla Provincia di Pisa, alla Regione Toscana e all'Università di Pisa di mostrarsi a loro volta sensibili a questi obiettivi di tutela e di pieno utilizzo di una parte importante e troppo poco nota del patrimonio culturale pisano, trovando forme opportune di coordinamento per una rapida e stabile collocazione di queste due importanti istituzioni culturali nel ruolo che loro compete.


Gian Mario Cazzaniga, professore ordinario di Filosofia morale, Dipartimento di Filosofia dell’Università di Pisa

Adriano Prosperi, professore ordinario di Storia dell´età della riforma e della controriforma – Scuola Normale Superiore

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