Lettera ai cittadini, alle associazioni, alle forze politiche e sociali

Teatro Rossi Aperto (Via Collegio Ricci, Pisa)

10 aprile, 2018 - Festa biblioteca

Ai cittadini, alle associazioni, alle forze politiche e sociali,

La Biblioteca Franco Serantini invita la cittadinanza, le associazioni, le forze politiche e sociali a partecipare al dibattito pubblico in occasione della giornata “Una biblioteca in festa, una festa per la biblioteca” - il 21 aprile 2018 (ore 16.30-23) - presso il Teatro Rossi Aperto (Via Collegio Ricci, Pisa)

Quale futuro per la cultura a Pisa?
Proposte e idee per una cittadinanza attiva per la difesa
e lo sviluppo del sistema culturale cittadino.

La cultura viene normalmente intesa come l’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo. Inoltre, la cultura delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle attività artistiche, delle manifestazioni spirituali e religiose, caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico, e il livello culturale raggiunto da una determinata società permette di misurare il grado di benessere e di qualità della vita dei propri cittadini.

La cultura è, dunque, l'insieme dei saperi della nostra comunità che si trasmette principalmente attraverso luoghi di studio e istituzioni come le scuole, l’università, i musei, le biblioteche, gli archivi, le associazioni, i paesaggi etc., esperienze e patrimoni culturali che costituiscono nel loro insieme un elemento caratterizzante dell’identità del nostro territorio. La cultura della comunità è lo strumento attraverso il quale la stessa acquisisce la consapevolezza di sé, del proprio mondo, dei suoi molteplici gusti estetici e delle sue varie espressioni. Infine, la cultura è il luogo ideale d’incontro degli individui, dei loro scambi, delle loro integrazioni, delle loro differenze nel quale si affermano valori di libertà, pace, democrazia, fratellanza, solidarietà, rispetto e giustizia.

Una domanda sorge guardando al recente passato della nostra città: qual è il livello culturale della nostra comunità e quali sono stati gli interventi più significativi raggiunti in questo settore?

Segnali preoccupanti di una profonda lacerazione sociale emergono dalla cronaca quotidiana della nostra città. Si può affermare con certezza che, in questo ultimo periodo, Pisa non ha visto ideata e realizzata una politica atta a sostenere la formazione culturale del cittadino, ed è mancata una programmazione strategica della cultura per lo sviluppo del territorio, capace di implementare modelli efficaci di governance dei beni culturali per la definizione di strategie urbane, attraverso il confronto tra strumenti e metodologie e l'attuazione di buone pratiche.

Riteniamo che in questo campo si registri un'arretratezza nell'impostazione metodologica. Ci riferiamo, ad es., all'abbandono di importanti istituzioni culturali cittadine, ma anche alla carenza di una rete culturale urbana e di un piano strategico della cultura, attraverso il quale sarebbe possibile la creazione di un sistema circolare di informazioni, di programmazione e di valorizzazione del territorio, che tenga conto delle opportunità dei finanziamenti europei e dei possibili interventi di soggetti privati, enti etc.

Perché una città come Pisa non riesce a coniugare una sana e intelligente politica di interventi coordinati con lo sviluppo del territorio, preservando il proprio genius loci attraverso la valorizzazione del proprio immenso patrimonio storico, artistico e culturale?

Uno dei nodi che si sono evidenziati in questi ultimi anni è, dunque, l’assenza di una progettazione culturale che possa svolgere un ruolo trainante nei processi di rigenerazione urbana quando sperimenta percorsi di condivisione delle scelte che intreccino in modo virtuoso, le politiche pubbliche con i soggetti del terzo settore, dell’associazionismo e delle imprese. Il terzo settore, ad esempio, è portatore di esperienze di solidarietà e di “impresa” sociale che hanno come comune denominatore la partecipazione e il coinvolgimento del territorio. All’interno di queste esperienze associative e collettive di innovazione sociale, si possono individuare alcune buone pratiche da replicare: dagli interventi di rigenerazione urbana, alla gestione dei beni culturali, alla valorizzazione delle strutture culturali come i musei, gli archivi, le biblioteche, etc.

La città, oggi, per non degradare ulteriormente sul piano sociale e culturale, non ha molte alternative ed è chiamata a coniugare in modo virtuoso le attività di salvaguardia e conservazione del proprio patrimonio culturale, con la sostenibilità e lo sviluppo economico, approfittando del proprio capitale storico artistico come stimolo per l’attivazione delle capacità di progetto e di “impresa” della comunità. Sotto questo profilo, la collaborazione strutturata fra terzo settore, associazionismo e governo locale potrebbe qualificare e valorizzare la sussidiarietà e introdurre elementi di innovazione sociale. Si potrebbe assistere così ad un superamento dei confini amministrativi nelle scelte progettuali delle politiche strategiche e operative, oggi necessariamente basate sulle nuove definizioni di area vasta e di partenariati costruiti attraverso un processo decisionale plurale e partecipato.

In questo senso, la necessità di trovare nuove metodologie partecipative che consentano di equilibrare i momenti di discussione, ascolto e decisione deve corrispondere necessariamente a politiche di sviluppo che si allineino al concetto di Smart Cities and Communities1 ed è per questo che, ad esempio, sarebbe da auspicare per la nostra città l’adozione di un bilancio sociale condiviso nel settore socio-culturale, come ha fatto ad esempio la città di Pistoia, e magari anche l’adesione alla «Rete Città della cultura».

La città Smart è la città intelligente che, attraverso un sistema di governance efficace, impiega e organizza le risorse territoriali e culturali, utilizzando le possibili offerte della tecnologia per raggiungere una qualità più elevata di vita. L’esigenza è quella di vagliare e veicolare modelli di gestione validi mettendoli a confronto per individuare quelli più idonei alla valorizzazione e alla gestione di un patrimonio culturale che si trova in un contesto di città storica d’arte, da intendersi non necessariamente da un punto di vista materiale, ma attrattivi di processi di sviluppo a base culturale. Questo non solo in un’ottica di incremento delle occasioni rivolte ai turisti, ma anche e soprattutto verso gli stessi cittadini residenti. Anche perché, il futuro delle città come Pisa si può disegnare come riprogettazione dei modelli di sostenibilità delle economie urbane. All’interno di questa riprogettazione, i flussi turistici globali si presentano allo stesso tempo come opportunità e come “minaccia”. Del resto, oggi, una programmazione orientata esclusivamente sull’incentivazione dei flussi turistici, non sembra essere sufficiente a riconvertire i tessuti urbani colpiti a fondo dalla crisi economica di quei paradigmi produttivi, anche di natura artigianale, che tradizionalmente caratterizzavano e rendevano “vivo” il territorio.

La Biblioteca Franco Serantini – per discutere di questi argomenti e per proporre idee per il futuro della nostra città – invita le cittadine e i cittadini a partecipare all’incontro che è aperto a tutte le associazioni e le forze politiche sociali.

Hanno già assicurato la loro partecipazione al dibattito: Ciccio Auletta, Renato Bacconi, Michele Battini, Francesco Biagi, Flaviano Bianchini, Athos Bigongiali, Tomaso Cavallo, Gian Mario Cazzaniga, Valeria Della Mea, Riccardo Di Donato, Sandra Di Majo, Gian Carlo Falco, Mary Ferri, Martina Guerrini, Tiziana Noce, Bruno Possenti, Adriano Prosperi, Armando Sestani, Mauro Stampacchia, Max Strata, Fabio Tongiorgi.

per la Biblioteca Franco Serantini
Franco Bertolucci
Pisa, 19 marzo 2018

Programma:
Una biblioteca in festa, una festa per la biblioteca

Ore 16,30-19,30 Dibattito pubblico: Quale futuro per la cultura a Pisa?

Ore 19,30-21 Cena sociale

ore 21-23 Concerto del Controcanto pisano

Per informazioni: segreteria@bfs.it Biblioteca Franco Serantini, via I. Bargagna n. 60 – 56124 Pisa (tel. 0509711432)